Visualizzazione post con etichetta paranoie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paranoie. Mostra tutti i post

martedì 8 luglio 2008

Claustrofobia

Non c'è un posto dove mi sento in pace.
Dove stare tranquilla, dove essere salva, dove tirare il fiato.
Non c'è.
Non si scappa.
Ecco, oggi va così.
.

lunedì 16 giugno 2008

Dottore?

Succede che mi è arrivata una pallonata in faccia. Proprio in mezzo agli occhi, tra fronte e naso, non l'ho nemmeno vista tanto era veloce. Dritta, forte, centrale, insomma perfetta. La prima cosa che ho pensato è che da un momento all'altro mi si sarebbe aperta la testa in due come un'anguria.
Quindi?
Quindi ho mal da testa da due giorni - che uno potrebbe dire chissene - e chi lo sa cosa sta succedendo dentro al mio cranio pulsante, tanto che queste potrebbero essere le mie ultime righe qui sopra - che uno potrebbe anche dire evviva-.
Secondo me mi si è riaperta la fontanella.
.

martedì 12 febbraio 2008

Dottore?

Deve sapere che io sono una che è abituata a commuoversi per tutto. Viaggio sempre con il fazzoletto a portata di mano, per vari motivi tra cui questo.
Credo di aver cominciato con la pubbilicità della pasta di tanti anni fa, con la bambina ritardataria che si portava a casa il gattino nell'impermeabile giallo. Struggente.

Tante cose mi fanno inspiegabilmente piangere, come le premiazioni, le vittorie sportive in tv, l'inno italiano all'inizio delle partite, i "lieto fine", le lettere dei familiari ad Amici, l'annuncio di un matrimonio, di una nascita, un regalo inaspettato, e altre cose che sinceramente mi vergogno a raccontare...

Questo fino a qualche mese fa.
Infatti l'ultima volta che ricordo di aver pianto deve essere stato verso novembre/dicembre, ma per una pallonata in piena faccia.
Dopo questo più niente, nemmeno un po' di congiuntivite.
Cosa mi succede?? Sono diventata insensibile? Sono diventata felice? Mi si sono seccati i generatori di lacrime?

Non capisco, c'è qualcosa che non mi torna.
.

lunedì 7 gennaio 2008

Sincerità

Pensavo a questo blog, e al fatto che qui sopra non riesco a essere sincera come vorrei.
Non riesco ad essere più di questo personaggio, che da sola mi sono costruita, Valemoon.
Ma dietro ogni cosa che scrivo in realtà ne vorrei aggiungere altre, più complete, chiare, e non lo faccio.
Mi piacerebbe parlare di fatti, di nomi e cognomi, di cose che mi succedono e che mi fanno stare come sto, triste o felice.
Non posso farlo, perché non sarebbe giusto verso le persone coinvolte, nel bene e nel male, e perché sarebbe troppa responsabilità per un blog. C’è poi un non so quale pudore che ancora mi censura, che mi fa tenere sempre un certo distacco, discorsi di superficie, fatti di niente.
E’ assurdo perché mi compiaccio di tutta questa inutilità e contemporaneamente sento il bisogno di specificare che c’è molto altro dietro a tutto questo.
Sembrerebbe solo la verità di uno dei miei tanti controsensi, o un inutile tentativo di convincere e convincermi che sono molto di più di quello che scrivo.
Con presunzione, dico la prima.

Continuerà ad essere così, e continuerò a fregarmene se c'è qualcuno che pensa che sia tutto qua.
.

giovedì 8 novembre 2007

Dottore?

Stanotte ho sognato il Lupomangiafrutta.

Sia sincero, è grave?
.

lunedì 5 novembre 2007

Lavorare per la gloria

Io non sono capace di chiedere i soldi alla gente.
Nemmeno quando è mio sacrosanto diritto farlo, quando è naturale che il mio lavoro venga ricompensato.
Divento paonazza, inizio a sudare, gesticolo nervosamente, faccio discorsi sconclusionati.
Una volta almeno ero soltanto timida, certi discorsi mi mettevano in imbarazzo e via andare. Ora invece, sarà il periodo, sarà il lavoro, sarà quel che sarà (o peggio ancora, sarà che son fatta così), ora sono una babbadiminchia da oscar.
E quel che è peggio, il mio unico pensiero sul momento è di scappare a gambe levate per togliermi da quella situazione tanto ostile, ma appena volto le spalle, mi autoflagello (con i guanti, nel caso di stasera), e mi maledico, per non essere riuscita a farmi valere e per aver nuovamente fatto la parte di quella che cede per prima, pur di concludere in fretta la cosa.
Anzi, se sono discretamente abili e mi fanno gli occhi dolci o qualche tattico sorriso languido gli lascio pure una fettina di culo.
Insomma c'è chi per hobby fa il sudoku, chi raccoglie francobolli, chi fa giardinaggio...
... Io per hobby, lavoro.
.

giovedì 18 ottobre 2007

martedì 9 ottobre 2007

Scrivo, non scrivo, scrivo, non scrivo, scrivo, non scrivo, ...

Mi ero finalmente decisa a scrivere.
E ho scritto.
Poi ho riletto.
E ho pensato.
E mi son fatta nuovamente risucchiare da quelle maledette paranoie su chi legge/pensa/immagina/distorce cosa come quando e perchè.
Così ho salvato la bozza, e l'ho messa lì. Di nuovo, insieme alle altre.

A me tenere un blog così non piace.
Vorrei scrivere di cose sensate sapendo precisamente dove vado a parare.
Ma quando le cose sensate non mi vengono, come ora (e ieri, e l'altroieri, e l'altrolaltroieri, e...), vorrei scrivere cose sconclusionate senza preoccuparmi che abbiano un significato, o che assumino chissà quale valore nel momento in cui le scrivo, come le scrivo e quando le scrivo.

Non ce l'hanno, ok?
.

venerdì 21 settembre 2007

Unoduetre... Prova

Il gravoso impegno su cui facevo tanto la misteriosa nei giorni scorsi, altro non era che La Prova... Ovvero una “lezione pilota” di Beach Volley.

Dico “La Prova”, perché sarei stata attentamente osservata, per poi decidere se inserirmi in un corso base, intermedio o avanzato.

Ero uscita tutta gasata, avevo preparato la “divisa” del debutto da tempo, partita decisamente in quarta.

Me ne sono tornata a casa un po' con la piva, un sacco di dubbi, e un raffreddore garantito.

Il posto mi piace, il centro sportivo non è male, la gente sembra simpatica.

Ma.
Intanto le prospettive “cannottierina e pantaloncini ggiusti così sembro una sportiva che non scherza, chissà magari nessuno si accorge che non gioco a pallavolo da una vita, e poi sono alta, ecco sono un concentrato di potenzialità agonistiche” sfumano da subito, perché faceva un freddo becco e non sono riuscita nemmeno a mostrare un quadratino della mia “mise” da competizione.

Poi la sabbia.
Mi aspettavo di trovarla, eh, solo che ero abituata ad un contesto marino, dove la sabbia è qualcosa che riporta solo dettagli positivi tipo paletta&secchiello, pista per le biglie e buche.
Se ci devi giocare, al mare la sabbia vuol dire soltanto fatica, sudore, rotolarsi, inzozzarsi, poi via belli accaldati, un tuffo in mare e una nuotata rinfrescante… Doccia fredda, aperitivo, costume, e tutte le cose che si legano all’estate.
Invece ieri sera ho perso la sensibilità nei piedi, la sabbia era ghiacciata, un tantino tagliente, e insolitamente appiccicosa.
A fine serata ne avevo ovunque, addosso, negli occhi, seminata lungo il percorso, in macchina e in casa. Una gioia.
Quindi bella sì la sabbia, ma se sei all'aperto, al freddo e al gelo, impigrita e di fretta... Beh rompe un po' le palle.

Altra cosa. Il beach volley proprio.
Ci sono delle regole completamente nuove per me, che mi sembrano oltretutto assurde. Ieri hanno cercato di spiegarmene una che ha a che fare con i giri del pallone, tipo che se la palla gira troppo è fallo o una cosa simile, che evidentemente non ho capito.
Già lì la mia palla, iniziava a girare (ahahah!).
Poi si gioca in due.
Ora, anche questo lo sapevo, però riportata sempre in un contesto marino, dove si è lì un po' tutti assieme a fare i cazzoni ci sta... Ieri sera la cosa si faceva più seria e davvero tutto quel campo andava coperto in due! Per me è troppo grande... o forse ho sempre giocato in campi farlocchi (più probabile).
La sabbia rallenta tutto, e per una che già ha i riflessi "comodi", non aiuta. C'è poca azione, quando si attacca, al 90% è punto, e il gioco si ferma.
Poi il bello del gioco di squadra, in cui ci sono ruoli, tattiche, posizioni...si riduce tutto a due persone, che come squadra sono un po' pochine.
Nella pallavolo si gioca in sei, hai il tuo spazio ma se non la prendi puoi sempre dire che magari non spettava proprio a te… Nel beach no, se manchi una palla e hai mezzo campo da coprire, la responsabilità è tua, non se ne esce.
Poi devi ricevere, neanche il tempo di passarla al tuo compagno, che già te l’ha alzata e devi buttarla di là...(quindi vuol dire correre per ricevere con conseguente caduta, rialzarti di colpo, capire dove se e dove devi andare, rimetterti a correre per arrivare sottorete)… Troppe cose da fare troppo in fretta!!
Poi me l'hanno voluta passare come un gioco dove trionfa la sportività, come una grande festa, ma anche lì ho avuto l'impressione che, dicono dicono, ma siano tutti parecchio competitivi, e ho già addocchiato i classici invasati sportivi, categoria che non sopporto proprio.

Insomma, sicuramente devo rivedere il mio concetto di “sport”, a cui da tempo non ero più abituata (alla velocità, i riflessi e tutte quelle cose faticose) , ma legavo il beach volley ad una serie di concetti piacevoli, senza considerare che era ovvio che lì non ci fossero. Il caldo, gli amici, il mare, il sole, il cazzeggio.

Quando mi han chiesto gasati e sorridenti “Allora…com’è andata??Bello eh??” io ingenuamente ho detto proprio queste cose al tipo che mi chiedeva se sarei tornata.
Chiudendo con un sincero “Eh non so, ci devo pensare”.

In realtà mi veniva da dirgli "Oh bello, il beach nasce dalla pallavolo... Sarà mica uno sport serio questo, rilassatevi un momento, siamo qui per giocare!!"
E invece questi credono davvero che sia uno sport a sè e soprattutto che se vieni dalla pallavolo hai un sacco di abitudini malsane che ti dei assolutamente levare.
Mi hanno pure detto che avrebbero iniziato il mio "processo di purificazione". Eeeehhh?? Io non mi voglio purificare!!! Anni e anni per imparare quelle due cose che so di pallavolo che ora me le devo dimenticare? Ma siamo matti?? Nononono.

Insomma sono uscita con un “Ciao ciao non mi rivedete più” stampato in fronte.

Poi, nella notte, come al solito, i primi dubbi.

Quale sarebbe l’alternativa? Qualcosa devo fare, cacchio, l’ho scritto nei miei buoni propositi.
Di fare palestra non se ne parla. Mi vorrei divertire, mi piacciono gli sport di squadra, anzi no, mi piace proprio la pallavolo. Solo che lì ho trovato solo cose moolto agonistiche, e sono fuori tempo, fuori età, fuori tutto.
Il beach volley sembrava un buon compromesso. Poi questo corso mi impegnerebbe un solo giorno a settimana… qualsiasi altro sport probabilmente me ne chiedeva due, e forse diventavano troppi (cioè, c’ho una vita io, cioè faccio un zacco di cose, cioè mica c’ho tempo da perdere).

Inoltre questo sarebbe un corso trimestrale… a dicembre finisce tutto.

Tutto sommato potrei anche provare, eh.

.

domenica 9 settembre 2007

Dottore?

Non mi crescono più i capelli.
.