Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non
solo per te stessa,ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contenta.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stessa,
per vivere ogni tuo giorno , ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
(Elli Michler)
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lunedì 10 settembre 2007
domenica 9 settembre 2007
venerdì 7 settembre 2007
C'ho i poteri!
Mi rendo conto di nutrire una pericolosa inclinazione verso qualsiasi forma di dipendenza.
Tra le più deleterie e subdole, quella per i telefilm. E come se non bastasse, in questi casi mi si sviluppa un incontrollabile senso di immedesimazione, che va dall'illogico al patetico, a seconda di quello che sto guardando.
Patetico era quando avrei fatto carte false per essere al posto di Joey a crogiolarmi nel triangolo amoroso con Pacey e Dawson, o quando ho sognato di baciare il dottor Carter in edicola (2 volte. Ahhh...i miei sogni vipps...un sacco che non mi ricapitano. Uf).
Illogico quando, come in questi giorni, mi ritrovo improvvisamente imbambolata a pensare quali possano essere i miei superpoteri. Sì perchè ho iniziato a vedere Heroes.
Ingenuamente ho pensato che dopo una primavera di magra, in cui non seguivo più niente, potevo concedermi un nuovo vizietto... e poi me hanno parlato così bene.
Massì, che male mi farà.
Nessuno, a parte coinvolgermi in una spirale senza fine perchè già so che faranno "n" serie e io dovrò vederle tutte (non mi piace lasciare le cose a metà...), distrarmi continuamente nell'inutile tentativo di spostare gli oggetti della mia scrivania con la forza del pensiero, e costringermi a riconsiderare le mie credenze magiche di bambina, frutto di infiniti cartoni animati monotematici come Magica Emi, Nana Supergirl o l'Incantevole Creamy.
Oltre che scrivere post inutili. Ma quello lo facevo comunque.
Pensavo quindi ai miei nuovi poteri... da piccola avevo il pupazzo/consigliere parlante e la bacchetta magica. Ma ora sono una donnina, devo sviluppare nuove potenzialità. Saper muovere le orecchie o fare le scoreggine con le mani non mi basta più.
Scarto subito l'indistruttibilità della cheerleader, perchè alla lunga è noiosa.
La spogliarellista non ho ancora ben capito cosa possa fare, ha una specie di doppia personalità, ma scarterei anche lei, visto che di doppie triple e quadruple personalità ingestibili io ne ho a sufficienza.
L'artista che riesce a immaginare il futuro... Nonononono non se ne parla.
Il giapponese simpatico che riesce a fermare il tempo... Ecco inizia ad essere interessante.
Jesse che sa volare...un po' il sogno di tutti... Non sarebbe male.
Il poliziotto che sente cosa pensano gli altri... Beeeello... Anche se tutta questa verità mi farebbe un po' paura.
Il cattivone che ancora non ho capito cosa sa fare... No, perchè è cattivone.
(Ci tengo a precisare che questo elenco non ha nessuna validità scientifica, critica, ecc...quindi nessuno faccia il pignolo se ho sbagliato qualcosa... Sono appena alla seconda puntata!)
In realtà mi piacerebbe poter essere invisibile, come la donna invisibile (ecco vorrei anche essere un po' Jessica Alba, già che ci siamo), così vado a curiosare dove voglio senza farmi vedere...
Se potessi teletrasportarmi ancora meglio, faccio meno fatica. Anzi, vorrei potermi trasformare negli oggetti. O allungarmi come Elastic Girl. E per finire, il volo, come tutti i super eroi che si rispettino.
La mia anima di gossippara curiosa sarebbe appagata.
Certo perchè mica mi interessano i poteri per salvare il mondo... Mi interessano per intrufolarmi dove dico io, o per rendermi la vita più comoda.
Sono un'eroina egoista, pettegola e scansafatiche. SuperSailorValeMoon è tornata!!!

Tra le più deleterie e subdole, quella per i telefilm. E come se non bastasse, in questi casi mi si sviluppa un incontrollabile senso di immedesimazione, che va dall'illogico al patetico, a seconda di quello che sto guardando.
Patetico era quando avrei fatto carte false per essere al posto di Joey a crogiolarmi nel triangolo amoroso con Pacey e Dawson, o quando ho sognato di baciare il dottor Carter in edicola (2 volte. Ahhh...i miei sogni vipps...un sacco che non mi ricapitano. Uf).
Illogico quando, come in questi giorni, mi ritrovo improvvisamente imbambolata a pensare quali possano essere i miei superpoteri. Sì perchè ho iniziato a vedere Heroes.
Ingenuamente ho pensato che dopo una primavera di magra, in cui non seguivo più niente, potevo concedermi un nuovo vizietto... e poi me hanno parlato così bene.
Massì, che male mi farà.
Nessuno, a parte coinvolgermi in una spirale senza fine perchè già so che faranno "n" serie e io dovrò vederle tutte (non mi piace lasciare le cose a metà...), distrarmi continuamente nell'inutile tentativo di spostare gli oggetti della mia scrivania con la forza del pensiero, e costringermi a riconsiderare le mie credenze magiche di bambina, frutto di infiniti cartoni animati monotematici come Magica Emi, Nana Supergirl o l'Incantevole Creamy.
Oltre che scrivere post inutili. Ma quello lo facevo comunque.
Pensavo quindi ai miei nuovi poteri... da piccola avevo il pupazzo/consigliere parlante e la bacchetta magica. Ma ora sono una donnina, devo sviluppare nuove potenzialità. Saper muovere le orecchie o fare le scoreggine con le mani non mi basta più.
Scarto subito l'indistruttibilità della cheerleader, perchè alla lunga è noiosa.
La spogliarellista non ho ancora ben capito cosa possa fare, ha una specie di doppia personalità, ma scarterei anche lei, visto che di doppie triple e quadruple personalità ingestibili io ne ho a sufficienza.
L'artista che riesce a immaginare il futuro... Nonononono non se ne parla.
Il giapponese simpatico che riesce a fermare il tempo... Ecco inizia ad essere interessante.
Jesse che sa volare...un po' il sogno di tutti... Non sarebbe male.
Il poliziotto che sente cosa pensano gli altri... Beeeello... Anche se tutta questa verità mi farebbe un po' paura.
Il cattivone che ancora non ho capito cosa sa fare... No, perchè è cattivone.
(Ci tengo a precisare che questo elenco non ha nessuna validità scientifica, critica, ecc...quindi nessuno faccia il pignolo se ho sbagliato qualcosa... Sono appena alla seconda puntata!)
In realtà mi piacerebbe poter essere invisibile, come la donna invisibile (ecco vorrei anche essere un po' Jessica Alba, già che ci siamo), così vado a curiosare dove voglio senza farmi vedere...
Se potessi teletrasportarmi ancora meglio, faccio meno fatica. Anzi, vorrei potermi trasformare negli oggetti. O allungarmi come Elastic Girl. E per finire, il volo, come tutti i super eroi che si rispettino.
La mia anima di gossippara curiosa sarebbe appagata.
Certo perchè mica mi interessano i poteri per salvare il mondo... Mi interessano per intrufolarmi dove dico io, o per rendermi la vita più comoda.
Sono un'eroina egoista, pettegola e scansafatiche. SuperSailorValeMoon è tornata!!!

PS. Le scoreggine con le mani sono un'attività di tutto rispetto.
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martedì 4 settembre 2007
Budapest, Sziget Festival- parte III
Giusto per rendere giustizia anche all’aspetto culturale, alla fine ridendo e scherzando possiamo dire di aver visto tutto il centro di Budapest... Ok che il bello è anche andare in giro per le zone meno turistiche, ma come prima visita, avendo fatto anche altro, mi sembra più che buono poter dire di aver esaurito la parte più “commerciale” della città.
Quindi anche lì, chilometri a piedi, foto come se piovesse, momumenti, chiese, piazze e tutto ciò che il turista medio può desiderare. Ci sta anche questo.
In sostanza allora, tutto quasi perfetto. Quasi per due motivi, la pulizia e la pioggia.
Per il primo, alla fine più o meno l’escamotage si trovava, anche se l’aspetto igienico del Festival resta senz’altro il più drammatico. Bagni chimici (i “ToiToi”), fontanelle e container. Tutto qui. E tutto sempre pieno di gente perché un tantino sproporzionato rispetto all’affluenza.
Faccio tanto la schizzinosa ma sono anni che vado in campeggio, suvvia, poi ci si abitua a tutto e così ho fatto anche stavolta. L’unica cosa a cui non farò mai e poi mai il callo è però il senso di disgusto quando vedo gli stranieri che entrano in bagno scalzi. Io sarò paranoica che mi rimbocco i pantaloni e cammino a rallentatore per non sfiorare niente, ma non mi spiego come facciano questi a calpestare qualsiasi schifezza a piedi nudi e senza fare una piega… Brrr…
Scelta tattica è stata quella di piazzare la giornata alle terme a metà settimana. Taaaac.
Che per tre donnine stanche zozze e doloranti, è stato un toccasana.
Poi le terme a Budapest sono famose, quindi uniamo l’utile al dilettevole no?
Siamo rinate… Unica pecca è stata l’ennesima sconfitta personale verso la sauna. Ci entravano tutti, stavano dentro 10 minuti, poi acqua gelata, e dicevano di stare tanto bene, di provare, dai che tanto è un attimo, ma poi credici è stupendo. Io lo so che nella sauna sto male, ci ho già provato, ma son testarda. Così apro la porta vaporosa….ma mi viene addosso tanto di quel fumo bollente che non riesco nemmeno a tenere gli occhi aperti….vago per qualche metro seguendo il muro e già mi vedo, sudatissima, sull’orlo dello svenimento, che procedo lenta a tastoni…ma chi me lo fa fare? Quindi esco, mi arrendo, e l’ebrezza del caldo/freddo sarà per un’altra volta.
E poi, la pioggia. Che è brutta se sei in vacanza. Che diventa pericolosa se si associa al temporale e la tua tenda è nel bosco. Che rompe proprio le palle se tutto ovunque intorno a te si inzozza di fango. I nostri vicini francesi hanno pensato bene allora di inventare un beneaugurante ritornello da intonare a squarciagola…”Stooopp the rain to Buudapeeeest!!!” (sulle note di “Knockin' On heaven's Door”…). All’alba. Ogni mattina. Proprio di fianco a noi. Accompagnati da tamburelli, ticchettii vari e coretti. Da uccidere, davvero, anche se alla fine. ha funzionato.

Mi viene in mente che di cose da dire ce ne sarebbero ancora un sacco, ma sta cosa delle puntate mi sta un po’ stufando. Quindi faro una breve selezione e dirò ancora che: c’erano un sacco di bancarelle, siamo state anche al Luminarium che era un percorso tutto colorato dentro a delle bolle giganti di plastica (???), e per due sere siamo state a uno spettacolo di Drag Queen assolutamente favoloso. Così, per la cronaca.
Ultima cosa, mi sono positivamente stupita del clima “pacifico” che si respirava (e si vedeva). Date le premesse, mi sarei aspettata gente un po’ più “molesta”, che so, risse, viuulenza, o fattoni fastidiosi. E invece no. Niente di niente. Non è che c’erano gli angioletti, però con la roba che comunque girava nessuno rompeva le palle a nessuno, ma si sballava in pace per conto suo e stop. Che poi, nonostante quello che si possa pensare, la gente non era lì solo per quello. Anzi, altra sorpresa, tanta tanta gente
era
lì solo per il piacere di sentire della buona musica, senza cercare “l’eccesso“ (ma come parlooo?) a tutti i costi, ed era lì proprio per il gusto di esserci in quanto amante della musica e basta.
Non so, da noi una situazione simile avrebbe dato libero sfogo a furti, saccheggi, risse e vandalismo. Sarà che ero in vacanza, sarà che ero presa bene, ma mi sembra che non ci sia stato niente di tutto questo al Festival.
Il bello era proprio che potevi davvero fare quello che volevi, e mi sembra che nessuno abbia “abusato” di questa libertà…Lì nessuno si stupiva di niente, viste le stranezze che giravano, quindi se volevi girare in mutande o vestirti da babbo natale, nessuno ti diceva niente. E infatti ho ballato un sacco. Perché a me ballare piace proprio tanto, e se sono ignorante in fatto di musica, ciò non toglie che mi piace tanto ascoltarla, e ballarla se posso. E quando non lo faccio è perché mi vergogno, ma lì no, tanto non c’era nessuno a cui importava quello che facevo. Quindi chissenefrega, io ho straballato tutte le sere.
Ed ero pure sobria.
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Quindi anche lì, chilometri a piedi, foto come se piovesse, momumenti, chiese, piazze e tutto ciò che il turista medio può desiderare. Ci sta anche questo.
In sostanza allora, tutto quasi perfetto. Quasi per due motivi, la pulizia e la pioggia.
Per il primo, alla fine più o meno l’escamotage si trovava, anche se l’aspetto igienico del Festival resta senz’altro il più drammatico. Bagni chimici (i “ToiToi”), fontanelle e container. Tutto qui. E tutto sempre pieno di gente perché un tantino sproporzionato rispetto all’affluenza.Faccio tanto la schizzinosa ma sono anni che vado in campeggio, suvvia, poi ci si abitua a tutto e così ho fatto anche stavolta. L’unica cosa a cui non farò mai e poi mai il callo è però il senso di disgusto quando vedo gli stranieri che entrano in bagno scalzi. Io sarò paranoica che mi rimbocco i pantaloni e cammino a rallentatore per non sfiorare niente, ma non mi spiego come facciano questi a calpestare qualsiasi schifezza a piedi nudi e senza fare una piega… Brrr…
Scelta tattica è stata quella di piazzare la giornata alle terme a metà settimana. Taaaac.
Che per tre donnine stanche zozze e doloranti, è stato un toccasana.

Poi le terme a Budapest sono famose, quindi uniamo l’utile al dilettevole no?
Siamo rinate… Unica pecca è stata l’ennesima sconfitta personale verso la sauna. Ci entravano tutti, stavano dentro 10 minuti, poi acqua gelata, e dicevano di stare tanto bene, di provare, dai che tanto è un attimo, ma poi credici è stupendo. Io lo so che nella sauna sto male, ci ho già provato, ma son testarda. Così apro la porta vaporosa….ma mi viene addosso tanto di quel fumo bollente che non riesco nemmeno a tenere gli occhi aperti….vago per qualche metro seguendo il muro e già mi vedo, sudatissima, sull’orlo dello svenimento, che procedo lenta a tastoni…ma chi me lo fa fare? Quindi esco, mi arrendo, e l’ebrezza del caldo/freddo sarà per un’altra volta.
E poi, la pioggia. Che è brutta se sei in vacanza. Che diventa pericolosa se si associa al temporale e la tua tenda è nel bosco. Che rompe proprio le palle se tutto ovunque intorno a te si inzozza di fango. I nostri vicini francesi hanno pensato bene allora di inventare un beneaugurante ritornello da intonare a squarciagola…”Stooopp the rain to Buudapeeeest!!!” (sulle note di “Knockin' On heaven's Door”…). All’alba. Ogni mattina. Proprio di fianco a noi. Accompagnati da tamburelli, ticchettii vari e coretti. Da uccidere, davvero, anche se alla fine. ha funzionato.
Mi viene in mente che di cose da dire ce ne sarebbero ancora un sacco, ma sta cosa delle puntate mi sta un po’ stufando. Quindi faro una breve selezione e dirò ancora che: c’erano un sacco di bancarelle, siamo state anche al Luminarium che era un percorso tutto colorato dentro a delle bolle giganti di plastica (???), e per due sere siamo state a uno spettacolo di Drag Queen assolutamente favoloso. Così, per la cronaca.Ultima cosa, mi sono positivamente stupita del clima “pacifico” che si respirava (e si vedeva). Date le premesse, mi sarei aspettata gente un po’ più “molesta”, che so, risse, viuulenza, o fattoni fastidiosi. E invece no. Niente di niente. Non è che c’erano gli angioletti, però con la roba che comunque girava nessuno rompeva le palle a nessuno, ma si sballava in pace per conto suo e stop. Che poi, nonostante quello che si possa pensare, la gente non era lì solo per quello. Anzi, altra sorpresa, tanta tanta gente
era
lì solo per il piacere di sentire della buona musica, senza cercare “l’eccesso“ (ma come parlooo?) a tutti i costi, ed era lì proprio per il gusto di esserci in quanto amante della musica e basta.Non so, da noi una situazione simile avrebbe dato libero sfogo a furti, saccheggi, risse e vandalismo. Sarà che ero in vacanza, sarà che ero presa bene, ma mi sembra che non ci sia stato niente di tutto questo al Festival.
Il bello era proprio che potevi davvero fare quello che volevi, e mi sembra che nessuno abbia “abusato” di questa libertà…Lì nessuno si stupiva di niente, viste le stranezze che giravano, quindi se volevi girare in mutande o vestirti da babbo natale, nessuno ti diceva niente. E infatti ho ballato un sacco. Perché a me ballare piace proprio tanto, e se sono ignorante in fatto di musica, ciò non toglie che mi piace tanto ascoltarla, e ballarla se posso. E quando non lo faccio è perché mi vergogno, ma lì no, tanto non c’era nessuno a cui importava quello che facevo. Quindi chissenefrega, io ho straballato tutte le sere.
Ed ero pure sobria.
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lunedì 3 settembre 2007
Budapest, Sziget Festival- parte II
Il primo giorno tutto sommato è andato come previsto...visita alla città e ritorno all'Isola con concerto al seguito.
Birra, musica e piedi scalzi. Echiciammazzannoi?
Stare sdaraiati in un prato per me è già bello. Se puoi stare scalza ancora meglio. Se hai sete hai e la tua bella birra fresca lì accanto ti senti un po' in paradiso. Se c'è anche della musica dal vivo il tutto si fa meravigliosamente raro. Se poi ti prende e ogni tanto puoi alzarti a ballare insieme alla gente intorno a te, diventa qualcosa di irripetibile. Poi a rendere il tutto perfetto ci sono la temperatura giusta e l'ora giusta. Insomma la pace, e la libertà, allo stato puro. Che se ci ripenso mi viene il magone per quanto mi sentivo bene.
Prima sera, primo concerto. L’inaugurazione del Main Stage, il palco principale, era stata affidata ad un gruppo del posto, praticamente i “Pooh ungheresi”, solo un po’ più rock ‘n roll. Non si sa come hanno attirato un’infinità di persone di tutte le età, quindi noi vista la ressa e l’incomprensibile entusiasmo di tutti i presenti, abbiamo pensato bene di dedicarci alla sperimentazione culinaria: stand indiano e chiacchiere da taverna.
Alla fine, e giustamente, le uniche cose programmate e “rispettate” nel corso della settimana, sono stati i concerti.
Alcuni visti perché famosi, altri consigliati da sconosciuti strada facendo, altri ancora sono stati una vera e propria (piacevole) sorpresa. Poi questa cosa del “concerto a domicilio” mi piaceva proprio. Tutta quella buona musica, per tutti i gusti, a tutte le ore, e in più la gente e l’atmosfera, insomma tutto il pacchetto fruibile 24 ore su 24, e senza sbattimenti.
Niente biglietto da comprare, niente spostamenti in macchina, niente cose che devi restare lì per forza perché ormai hai pagato.
Se volevi sentire quella musica la sentivi, se te ne piaceva un’altra cambiavi, se volevi bere bevevi, mangiare mangiavi. Se volevi semplicemente sederti a vedere la gente camminare, la serata ti passava lo stesso per la fauna che c’era.
Così stato nei giorni successivi, con molta nonchalance si passava da un palco all’altro, potendosi permettere di sentire “un po’ di…” gente più o meno famosa, a nostro assoluto piacimento.
Il primo vero concerto, dall’inizio alla fine, è stato Manu Chao, seconda sera.
Arriviamo decisamente in anticipo, e da secchione ci piazziamo un po’ avanti…”Così vediamo bene”.
Nel giro di una mezzora il prato davanti al palco si riempie, peggio della sera prima. Faceva un certo effetto, vabbè che a me vedere tanta gente tutta assieme, soprattutto a un concerto, fa sempre un certo effetto. Vabbè chissenefrega.
Il concerto comincia. “Uuuuhhh come siamo avanti!!! Beeeellloo!!.....Eh sì un po’ strettini….però mi ricavo il mio posticino per ballare…..mmh ballare magari no, però posso saltare!! Saltano tutti!! Siiììì saltiamoooo!!! Tutti insiemeee!! Che bbbbello, quanto ci divertiamo, siamo proprio gggiovani!!!....Saltare…si mi piace saltar….AHIA!! Ehi bello…quello è il mio piede! E’ inutile che mi guardi così mi hai fatto male…..Vabbè….Beeella questa la conosco, la canto anche io!!...Lalalalala….AHIA! Ma che ca**o, ancora tu?? Mi stai pestando i piedi ok? Fatti più in là!!... eccheppalle!! E questa cos’è?? Mi è arrivata in testa una maglietta voncia!!! …..AHIA!! Ehi piano…Dovete passare ok….Ciao, si ciao, ok sei ubriaco, no, nonono non hai capito, io resto qui, non mi trascinare, dai...Ciao eh, ciao, sisisi ci vediamo.....Lalalala..E questo chi è???... Mamma mia quanto sei viscido…e sudato….occheschifo ma possibile che gli omoni alti unti sudati e puzzolenti sono sempre di fianco a me…..Uuufff sto tizio comincia a rompere….Ehi EHIIIII aiutooo!!!! Mi trasciano viaaaa…..Cof cof…..no no….mi faccio un pochino più in là….magari è un po’ più tranquillo…..ecco, qui magari….anzi no, facciamo un po’ più indietro….ancora un pochino…..tanto vedo uguale….ancora un po’ già che ci siamo, ecco qui…Uuhh si qui è perfetto!”
Insomma, la morale è che nel giro di un’ora mi sono messa in fondo, che tanto Manu Chao dal vivo l’ho visto, i maxischermi sono una gran cosa, e avevo anche il mio metro quadrato per ballare come volevo. Bello sì stare in mezzo alla gente, ma una volta che l’hai provato, dopo che ti sei fatta coinvolgere, calpestare, urtare, inzozzare da chiunque, dopo che hai pogato un po’ in mezzo alla massa, dopo che hai saltellato come una cavalletta per mezzora…si insomma, dopo tutto questo magari hai voglia di goderti il concerto come piace a te, e allora sarai meno ggiovane perché non sei là proprio in mezzo alla ressa, ma ci vedi lo stesso perché sei alta e, in fondo, è solo Manu Chao.
Stessa scena più o meno per i concerti successivi, praticamente i “big” li abbiamo visti tutti….Pink, Madness, The Chemical Brathers, Nine Inch Nails, Sinead ‘o Connor….poi però il bello è stato curiosare nei palchi minori, con concerti di gente meno famosa ma altrettanto brava. Tra le scoperte, più o meno piacevoli, Mao Mao, Sud Sound System, Gogol Bordello, Ska Cubano, Gocoo, Tool. Ok sono ignorante in fatto di musica, lo so lo so….pazienza, sopravviverò.
E infine una serie infinita di altra gente davvero davvero sconosciuta o che almeno per me resterà tale… Una menzione particolare va al palco del Guiness dei Primati, dove per tutta la durata del Festival, ininterrottamente giorno e notte, musicisti di ogni genere si sono dati il cambio per battere un record. Che non so di quanto fosse, ma spero che ce l'abbiano fatta.
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La parte migliore è stata decisamente il ritorno all'isola...eravamo sporche, stanche morte e accaldate. Senza volerlo la nostra tenda era vicino a uno dei palchi principali, il World Music Stage, il secondo come grandezza e importanza.
Così, ignare di quello che ci stava per succedere, abbiamo pensato bene di andarci a riposare un attimino nel prato lì davanti. E così è iniziato una specie di rito, ripetuto anche i giorni successivi (sigh, pioggia permettendo), e l'ora dell'aperitivo si passava così, nella forma più sincera e primordiale del concetto di svacco.Birra, musica e piedi scalzi. Echiciammazzannoi?
Stare sdaraiati in un prato per me è già bello. Se puoi stare scalza ancora meglio. Se hai sete hai e la tua bella birra fresca lì accanto ti senti un po' in paradiso. Se c'è anche della musica dal vivo il tutto si fa meravigliosamente raro. Se poi ti prende e ogni tanto puoi alzarti a ballare insieme alla gente intorno a te, diventa qualcosa di irripetibile. Poi a rendere il tutto perfetto ci sono la temperatura giusta e l'ora giusta. Insomma la pace, e la libertà, allo stato puro. Che se ci ripenso mi viene il magone per quanto mi sentivo bene.
Prima sera, primo concerto. L’inaugurazione del Main Stage, il palco principale, era stata affidata ad un gruppo del posto, praticamente i “Pooh ungheresi”, solo un po’ più rock ‘n roll. Non si sa come hanno attirato un’infinità di persone di tutte le età, quindi noi vista la ressa e l’incomprensibile entusiasmo di tutti i presenti, abbiamo pensato bene di dedicarci alla sperimentazione culinaria: stand indiano e chiacchiere da taverna.
Alla fine, e giustamente, le uniche cose programmate e “rispettate” nel corso della settimana, sono stati i concerti.
Alcuni visti perché famosi, altri consigliati da sconosciuti strada facendo, altri ancora sono stati una vera e propria (piacevole) sorpresa. Poi questa cosa del “concerto a domicilio” mi piaceva proprio. Tutta quella buona musica, per tutti i gusti, a tutte le ore, e in più la gente e l’atmosfera, insomma tutto il pacchetto fruibile 24 ore su 24, e senza sbattimenti.
Niente biglietto da comprare, niente spostamenti in macchina, niente cose che devi restare lì per forza perché ormai hai pagato.
Se volevi sentire quella musica la sentivi, se te ne piaceva un’altra cambiavi, se volevi bere bevevi, mangiare mangiavi. Se volevi semplicemente sederti a vedere la gente camminare, la serata ti passava lo stesso per la fauna che c’era.
Così stato nei giorni successivi, con molta nonchalance si passava da un palco all’altro, potendosi permettere di sentire “un po’ di…” gente più o meno famosa, a nostro assoluto piacimento.
Il primo vero concerto, dall’inizio alla fine, è stato Manu Chao, seconda sera.

Arriviamo decisamente in anticipo, e da secchione ci piazziamo un po’ avanti…”Così vediamo bene”.
Nel giro di una mezzora il prato davanti al palco si riempie, peggio della sera prima. Faceva un certo effetto, vabbè che a me vedere tanta gente tutta assieme, soprattutto a un concerto, fa sempre un certo effetto. Vabbè chissenefrega.
Il concerto comincia. “Uuuuhhh come siamo avanti!!! Beeeellloo!!.....Eh sì un po’ strettini….però mi ricavo il mio posticino per ballare…..mmh ballare magari no, però posso saltare!! Saltano tutti!! Siiììì saltiamoooo!!! Tutti insiemeee!! Che bbbbello, quanto ci divertiamo, siamo proprio gggiovani!!!....Saltare…si mi piace saltar….AHIA!! Ehi bello…quello è il mio piede! E’ inutile che mi guardi così mi hai fatto male…..Vabbè….Beeella questa la conosco, la canto anche io!!...Lalalalala….AHIA! Ma che ca**o, ancora tu?? Mi stai pestando i piedi ok? Fatti più in là!!... eccheppalle!! E questa cos’è?? Mi è arrivata in testa una maglietta voncia!!! …..AHIA!! Ehi piano…Dovete passare ok….Ciao, si ciao, ok sei ubriaco, no, nonono non hai capito, io resto qui, non mi trascinare, dai...Ciao eh, ciao, sisisi ci vediamo.....Lalalala..E questo chi è???... Mamma mia quanto sei viscido…e sudato….occheschifo ma possibile che gli omoni alti unti sudati e puzzolenti sono sempre di fianco a me…..Uuufff sto tizio comincia a rompere….Ehi EHIIIII aiutooo!!!! Mi trasciano viaaaa…..Cof cof…..no no….mi faccio un pochino più in là….magari è un po’ più tranquillo…..ecco, qui magari….anzi no, facciamo un po’ più indietro….ancora un pochino…..tanto vedo uguale….ancora un po’ già che ci siamo, ecco qui…Uuhh si qui è perfetto!”
Insomma, la morale è che nel giro di un’ora mi sono messa in fondo, che tanto Manu Chao dal vivo l’ho visto, i maxischermi sono una gran cosa, e avevo anche il mio metro quadrato per ballare come volevo. Bello sì stare in mezzo alla gente, ma una volta che l’hai provato, dopo che ti sei fatta coinvolgere, calpestare, urtare, inzozzare da chiunque, dopo che hai pogato un po’ in mezzo alla massa, dopo che hai saltellato come una cavalletta per mezzora…si insomma, dopo tutto questo magari hai voglia di goderti il concerto come piace a te, e allora sarai meno ggiovane perché non sei là proprio in mezzo alla ressa, ma ci vedi lo stesso perché sei alta e, in fondo, è solo Manu Chao.
Stessa scena più o meno per i concerti successivi, praticamente i “big” li abbiamo visti tutti….Pink, Madness, The Chemical Brathers, Nine Inch Nails, Sinead ‘o Connor….poi però il bello è stato curiosare nei palchi minori, con concerti di gente meno famosa ma altrettanto brava. Tra le scoperte, più o meno piacevoli, Mao Mao, Sud Sound System, Gogol Bordello, Ska Cubano, Gocoo, Tool. Ok sono ignorante in fatto di musica, lo so lo so….pazienza, sopravviverò.E infine una serie infinita di altra gente davvero davvero sconosciuta o che almeno per me resterà tale… Una menzione particolare va al palco del Guiness dei Primati, dove per tutta la durata del Festival, ininterrottamente giorno e notte, musicisti di ogni genere si sono dati il cambio per battere un record. Che non so di quanto fosse, ma spero che ce l'abbiano fatta.
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venerdì 31 agosto 2007
Budapest, Sziget Festival- parte I
L'arrivo a Budapest non è stato incoraggiante.
Sapevo già di dover aspettare per 5 ore in aeroporto, prima che arrivassero le altre, e mi ero attrezzata per benino con tutto...parole crociate, spuntino, libro.
Poi mi sono addormentata e non ho fatto niente di quello che pensavo, ma il tempo è passato lo stesso.
Pure troppo. A circa mezzora dall'arrivo delle socie, mi accorgo che l'aeroporto di Budapest ha 2 Terminal ben distinti, che stanno a 10 Km di distanza l'uno dall'altro.
E io ero al DUE mentre, ovviamente, le altre stavano atterrando all' UNO. Panico e disperazione. (Sì, ok, razionalmente ora sembra cosa da niente, ma sul momento una traggedia).
Ok. Calma, respira. “Nononononono cosa faccioooo??”
Prima cosa: sei senza soldi. Vado a prelevare e sempre in preda al panico sbaglio completamente i calcoli del cambio. Praticamente mi prosciugo il conto in banca trasferendolo sottoforma di fiorini ungheresi nel mio panciuto portafoglio. Vabbè, starò attenta a non perderli….me li infilerò nel reggiseno. Un po' di volume, male non mi fa, anzi.
Seconda cosa: sei appiedata, sei una fifona e hai la gonna troppo corta per fare l’autostop. Ok, un mezzo di trasporto. Chiedo informazioni. C'è un autobus, e poi un autobus, e poi un altro autobus. Ottimo, ma sono le 11 di sera, è pieno di personaggi loschi, sono stra-nervosa e non un briciolo di tempo per aspettare l’autobus. Crepi l'avarizia, prendo un taxi.
Così mi alleggerisco le tasche e in un batter d'occhio sono al Terminal 1. Giusto il tempo di ricompormi, e accolgo le mie socie con un sorrisone rilassato e l'aria indifferente quasi annoiata di chi, uf, è 5 ore che aspetta.
Ok. Per esserci ci siamo, e ora?
Ora facciamo una bella corsa cercando di prendere l’ultimo autobus della serata che ci porti fino in città. Bene.
Passiamo per la periferia più desolata e malfamata di Budapest, insieme ad altri poveracci con zaino e occhiaie al seguito, poi finalmente raggiungiamo il centro.
E perché? Perché la prima notte si passerà in ostello, e l’ostello è in pieno centro….uauuuuu.
Sì, e nella via più trafficata calda e movimentata di Budapest, praticamente non chiudiamo occhio. Tralasciando il materasso con i buchi, le lenzuola corte, l’uomo nudo russante e il particolare dello scarafaggio sulla spalla (indovinate di chi?), il posto è confortevole, piccolo ma carino. Praticamente è un appartamento all’interno di un normale condominio, 2 bagni, una cucina, 3 stanze con i letti a castello e una saletta comune. La mattina ce ne andiamo in fretta, non ci gustiamo nemmeno quella che sarà l’unica colazione normale di tutta la settimana, con caffè, pane burro e marmellata.
Sotto il sole e cariche come muli, dopo qualche chilometro a piedi, 2 autobus, 1 metropolitana e 1 trenino, arriviamo finalmente all’ISOLA.
Oooohhh.

Una fiumana di gente nelle nostre stesse condizioni è già in coda, probabilmente da ore, per farsi registrare ed entrare. Ok, ormai ci siamo, l’ultimo sforzo.
Altro sole, altri solchi nelle spalle, ma finalmente….l’ambito braccialetto è nostro!! Siamo dentro!!
Foto di rito all’ingresso, altra coda per farsi controllare il bagaglio (omaccioni brutti e cattivi ci hanno palpato lo zaino da cima a fondo), altri chilomentri a piedi per cercare un bel posticino per la tenda.
Momento drammatico, si sa, questa è La Scelta… Eccheccavolo ci devo passare tutta la settimana!
Qui c’è troppo sole, qui c’è troppo passaggio, qui siamo lontani dai bagni, qui troppo vicine al palco, qui sono tutti francesi, qui ci sono troppi italiani, qui siamo distanti da tutto, qui siamo troppo vicine alla riva, qui la mattina fa caldo, qui c’è troppa luce, qui no senti che puzza, qui…QUI.
Prese dallo sfinimento ci fermiamo proprio lì. In mezzo al bosco, circondate da francesi, in un posto irraggiungibile la sera senza una pila, con la terra che diventa fango se cadono due gocce d’acqua, lontane anni luce dall’acqua e dai bagni. Ma siamo sfinite, sudate e sull’orlo di una crisi, quindi LI’ è perfetto. Montiamo la tenda, e nonostante sia un momento che può mettere a dura prova l’affiatamento di chiunque, devo dire che ce la caviamo bene, poi sono anni che faccio campeggi con una delle due, quindi su tante piccole paranoie ci intendiamo a meraviglia (prima si punta il sotto, tiramelo bene, il sopra me lo fissi con dei “fiocchetti” non con i nodi, il fiocchetto in cima spetta a me, il picchetto me lo tieni obliquo non verticale, la stuoia bene sotto se no si sfila,…).
Fiùùù è fatta. Non ci resta che andare alla conquista dell’Isola… Passiamo allora il resto del pomeriggio come tre bambine nel Paese dei Balocchi, curiosando a destra e sinistra dicendo solo “Ooohh, guarda lì!!...E quello cos’è? Guarda che capeeelli!! Beeelle le bancarelleee!! Ma cosa sono questi?? Si mangiano?? ... Qui stasera torniamo…si si poi andiamo lì…Assaggiamo questo…poi un giorno dobbiamo provare quello… Nooo va che roba!!” Si insomma ci mancava solo lo zucchero filato in mano. Ma avevamo la birra!
E poi, altra classica del primo giorno, si fa “il programmino”. Gasate come non mai decidiamo che abbiamo energie da vendere e vogliamo vedere Tutto, provare Tutto, essere Ovunque e Sempre. Perfetto, quindi si decide che ci si alza sempre presto, la mattina e il primo pomeriggio si vede la città, si ritorna sull’Isola verso le 16 e si bazzica tra i concerti fino a notte fonda. Massì, tanto siamo gggiovani.
Non serviva un genio per capire che il nostro “programmino” fosse un tantino pesante, e poi si sa, quello che si decide il primo giorno alla fine viene rivisto, capovolto, demolito e rifatto un milione di volte… e così è stato. Magicamente siamo riuscite lo stesso a fare e vedere quello che ci interessava e, cosa fondamentale, senza farci stressare l’anima da una tabella di marcia.
.
Sapevo già di dover aspettare per 5 ore in aeroporto, prima che arrivassero le altre, e mi ero attrezzata per benino con tutto...parole crociate, spuntino, libro.
Poi mi sono addormentata e non ho fatto niente di quello che pensavo, ma il tempo è passato lo stesso.
Pure troppo. A circa mezzora dall'arrivo delle socie, mi accorgo che l'aeroporto di Budapest ha 2 Terminal ben distinti, che stanno a 10 Km di distanza l'uno dall'altro.
E io ero al DUE mentre, ovviamente, le altre stavano atterrando all' UNO. Panico e disperazione. (Sì, ok, razionalmente ora sembra cosa da niente, ma sul momento una traggedia).
Ok. Calma, respira. “Nononononono cosa faccioooo??”

Prima cosa: sei senza soldi. Vado a prelevare e sempre in preda al panico sbaglio completamente i calcoli del cambio. Praticamente mi prosciugo il conto in banca trasferendolo sottoforma di fiorini ungheresi nel mio panciuto portafoglio. Vabbè, starò attenta a non perderli….me li infilerò nel reggiseno. Un po' di volume, male non mi fa, anzi.
Seconda cosa: sei appiedata, sei una fifona e hai la gonna troppo corta per fare l’autostop. Ok, un mezzo di trasporto. Chiedo informazioni. C'è un autobus, e poi un autobus, e poi un altro autobus. Ottimo, ma sono le 11 di sera, è pieno di personaggi loschi, sono stra-nervosa e non un briciolo di tempo per aspettare l’autobus. Crepi l'avarizia, prendo un taxi.
Così mi alleggerisco le tasche e in un batter d'occhio sono al Terminal 1. Giusto il tempo di ricompormi, e accolgo le mie socie con un sorrisone rilassato e l'aria indifferente quasi annoiata di chi, uf, è 5 ore che aspetta.
Ok. Per esserci ci siamo, e ora?
Ora facciamo una bella corsa cercando di prendere l’ultimo autobus della serata che ci porti fino in città. Bene.
Passiamo per la periferia più desolata e malfamata di Budapest, insieme ad altri poveracci con zaino e occhiaie al seguito, poi finalmente raggiungiamo il centro.
E perché? Perché la prima notte si passerà in ostello, e l’ostello è in pieno centro….uauuuuu.
Sì, e nella via più trafficata calda e movimentata di Budapest, praticamente non chiudiamo occhio. Tralasciando il materasso con i buchi, le lenzuola corte, l’uomo nudo russante e il particolare dello scarafaggio sulla spalla (indovinate di chi?), il posto è confortevole, piccolo ma carino. Praticamente è un appartamento all’interno di un normale condominio, 2 bagni, una cucina, 3 stanze con i letti a castello e una saletta comune. La mattina ce ne andiamo in fretta, non ci gustiamo nemmeno quella che sarà l’unica colazione normale di tutta la settimana, con caffè, pane burro e marmellata.
Sotto il sole e cariche come muli, dopo qualche chilometro a piedi, 2 autobus, 1 metropolitana e 1 trenino, arriviamo finalmente all’ISOLA.
Oooohhh.


Una fiumana di gente nelle nostre stesse condizioni è già in coda, probabilmente da ore, per farsi registrare ed entrare. Ok, ormai ci siamo, l’ultimo sforzo.
Altro sole, altri solchi nelle spalle, ma finalmente….l’ambito braccialetto è nostro!! Siamo dentro!!
Foto di rito all’ingresso, altra coda per farsi controllare il bagaglio (omaccioni brutti e cattivi ci hanno palpato lo zaino da cima a fondo), altri chilomentri a piedi per cercare un bel posticino per la tenda.
Momento drammatico, si sa, questa è La Scelta… Eccheccavolo ci devo passare tutta la settimana!
Qui c’è troppo sole, qui c’è troppo passaggio, qui siamo lontani dai bagni, qui troppo vicine al palco, qui sono tutti francesi, qui ci sono troppi italiani, qui siamo distanti da tutto, qui siamo troppo vicine alla riva, qui la mattina fa caldo, qui c’è troppa luce, qui no senti che puzza, qui…QUI.
Prese dallo sfinimento ci fermiamo proprio lì. In mezzo al bosco, circondate da francesi, in un posto irraggiungibile la sera senza una pila, con la terra che diventa fango se cadono due gocce d’acqua, lontane anni luce dall’acqua e dai bagni. Ma siamo sfinite, sudate e sull’orlo di una crisi, quindi LI’ è perfetto. Montiamo la tenda, e nonostante sia un momento che può mettere a dura prova l’affiatamento di chiunque, devo dire che ce la caviamo bene, poi sono anni che faccio campeggi con una delle due, quindi su tante piccole paranoie ci intendiamo a meraviglia (prima si punta il sotto, tiramelo bene, il sopra me lo fissi con dei “fiocchetti” non con i nodi, il fiocchetto in cima spetta a me, il picchetto me lo tieni obliquo non verticale, la stuoia bene sotto se no si sfila,…).

Fiùùù è fatta. Non ci resta che andare alla conquista dell’Isola… Passiamo allora il resto del pomeriggio come tre bambine nel Paese dei Balocchi, curiosando a destra e sinistra dicendo solo “Ooohh, guarda lì!!...E quello cos’è? Guarda che capeeelli!! Beeelle le bancarelleee!! Ma cosa sono questi?? Si mangiano?? ... Qui stasera torniamo…si si poi andiamo lì…Assaggiamo questo…poi un giorno dobbiamo provare quello… Nooo va che roba!!” Si insomma ci mancava solo lo zucchero filato in mano. Ma avevamo la birra!
E poi, altra classica del primo giorno, si fa “il programmino”. Gasate come non mai decidiamo che abbiamo energie da vendere e vogliamo vedere Tutto, provare Tutto, essere Ovunque e Sempre. Perfetto, quindi si decide che ci si alza sempre presto, la mattina e il primo pomeriggio si vede la città, si ritorna sull’Isola verso le 16 e si bazzica tra i concerti fino a notte fonda. Massì, tanto siamo gggiovani.
Non serviva un genio per capire che il nostro “programmino” fosse un tantino pesante, e poi si sa, quello che si decide il primo giorno alla fine viene rivisto, capovolto, demolito e rifatto un milione di volte… e così è stato. Magicamente siamo riuscite lo stesso a fare e vedere quello che ci interessava e, cosa fondamentale, senza farci stressare l’anima da una tabella di marcia.
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giovedì 30 agosto 2007
A.A.A.
martedì 28 agosto 2007
CIN CIN!!
Sarò anche infantile e immatura, ma io oggi mi sento proprio la festeggiata.
E ci tengo davvero, ok non come quando ero piccola che facevo il conto alla rovescia, ma stamattina mi sono svegliata e ho pensato "Evvvvaaaaiiii!!!!! Che bbbbeeello!!!!""
Ecco, faccio tutto sa sola, e il bello è che son contenta così!
[*sorriso da beota]
E' la mia giornata speciale e guai a chi me la rovina!

E ci tengo davvero, ok non come quando ero piccola che facevo il conto alla rovescia, ma stamattina mi sono svegliata e ho pensato "Evvvvaaaaiiii!!!!! Che bbbbeeello!!!!""
Ecco, faccio tutto sa sola, e il bello è che son contenta così!
[*sorriso da beota]
E' la mia giornata speciale e guai a chi me la rovina!

lunedì 27 agosto 2007
Confessioni di una mente pericolosa #1
Sono confusa. Confusissima.
La primissima vacanza che ho fatto in queste 3 settimane è quella da me stessa.
Come si fa con le vacanze vere, ho cercato di non fare quello che faccio di solito, cioè seghe mentali, paranoie, troppi pensieri e tutto quello che mi riesce così bene e mi fa così male.
Ma dura da 3 settimane, e ora in qualche modo dovrò rimettermi a pensare.
Non voglio farlo, perchè non so cosa pensare.
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La primissima vacanza che ho fatto in queste 3 settimane è quella da me stessa.
Come si fa con le vacanze vere, ho cercato di non fare quello che faccio di solito, cioè seghe mentali, paranoie, troppi pensieri e tutto quello che mi riesce così bene e mi fa così male.
Ma dura da 3 settimane, e ora in qualche modo dovrò rimettermi a pensare.
Non voglio farlo, perchè non so cosa pensare.
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Ritorno!
Sono tornata. Tornataaaaaa!!!!!
Sono a casa già da un po’ in realtà, ma volevo sentirmi ancora in vacanza così ho accuratamente evitato ogni cosa che potesse distogliermi dall'illusione.
E ho anche pensato un sacco a come riaprire questo blog, mi sono passati mille post per la testa, ma nn so da che parte cominciare…
Avrei un po’ di cose frivole e un po’ di cose serie.
Ma ora nn capisco più cosa sia importante, quindi diciamo che ci sarà tempo per tutto, con calma.
Altra cosa, una premessa (un po' tardi per le premesse, eh):
non che debba giustificarmi, ma ho riletto un po’ di cose che ho scritto e a momenti mi addormento. Sarà che sono ipercritica verso qualsiasi cosa faccia e mi sembra che anche qui non vada bene niente, io comunque metto le mani avanti e dico “ non voglio che sto blog risulti una palla!” E’ che va a periodi. E in questo capita così, sono noiosa, me lo dico da sola.
Dicevo, queste vacanze.
Viste le premesse, di assoluto pessimismo e negatività, direi che queste vacanze sono state una sorpresa. Non mi aspettavo niente, perciò ogni cosa che mi è capitata, mi è sembrata buona. Diciamo quasi ogni cosa.
C'è stata Budapest, con il Festival, che meriterà un post a parte.
Fino all'ultimo in aereo mi sono domandata "Ma dove vado???! Ma dove mi sto cacciando??! Voglio tornare a casa!!!". E invece, alla fine, quasi non volevo ripartire.
Poi da un opposto all'altro, AlbisolaBeach. Mi è un po' passata l'ansia del "fare qualcosa a qualsiasi costo", e ho apprezzato un po' di più anche il mare.... nonostante sia sempre quello da 25 anni, è una fortuna che ci sia.
Insomma, come ogni cosa, è solo una questione di prospettive.
PS. Non centra ma stanotte ho sognato che insieme ad altre persone trasportavo una bara che conteneva gelato. E cos'è questo, se non segno della perfetta intesa tra conscio e inconscio, che insieme mi dicevano che le vacanze sono finite??!! Bastardi!
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Sono a casa già da un po’ in realtà, ma volevo sentirmi ancora in vacanza così ho accuratamente evitato ogni cosa che potesse distogliermi dall'illusione.
E ho anche pensato un sacco a come riaprire questo blog, mi sono passati mille post per la testa, ma nn so da che parte cominciare…
Avrei un po’ di cose frivole e un po’ di cose serie.
Ma ora nn capisco più cosa sia importante, quindi diciamo che ci sarà tempo per tutto, con calma.
Altra cosa, una premessa (un po' tardi per le premesse, eh):
non che debba giustificarmi, ma ho riletto un po’ di cose che ho scritto e a momenti mi addormento. Sarà che sono ipercritica verso qualsiasi cosa faccia e mi sembra che anche qui non vada bene niente, io comunque metto le mani avanti e dico “ non voglio che sto blog risulti una palla!” E’ che va a periodi. E in questo capita così, sono noiosa, me lo dico da sola.
Dicevo, queste vacanze.
Viste le premesse, di assoluto pessimismo e negatività, direi che queste vacanze sono state una sorpresa. Non mi aspettavo niente, perciò ogni cosa che mi è capitata, mi è sembrata buona. Diciamo quasi ogni cosa.
C'è stata Budapest, con il Festival, che meriterà un post a parte.
Fino all'ultimo in aereo mi sono domandata "Ma dove vado???! Ma dove mi sto cacciando??! Voglio tornare a casa!!!". E invece, alla fine, quasi non volevo ripartire.
Poi da un opposto all'altro, AlbisolaBeach. Mi è un po' passata l'ansia del "fare qualcosa a qualsiasi costo", e ho apprezzato un po' di più anche il mare.... nonostante sia sempre quello da 25 anni, è una fortuna che ci sia.
Insomma, come ogni cosa, è solo una questione di prospettive.
PS. Non centra ma stanotte ho sognato che insieme ad altre persone trasportavo una bara che conteneva gelato. E cos'è questo, se non segno della perfetta intesa tra conscio e inconscio, che insieme mi dicevano che le vacanze sono finite??!! Bastardi!
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